San Bernardo da Corleone


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Schermitore insuperabile

Cenni sulla vita

Aveva quasi 25 anni quando la considerazione del mestiere di spadaccino, invece di lasciarlo contento gli cagionava sconforto, tanto più che la sua buona madre, angosciata per i pericoli ai quali egli andava incontro, non cessava di stimolarlo, con le lacrime agli occhi, a troncare quella vita di avventure, nella quale si era buttato a capo fitto. Il pensiero del sangue versato da coloro che egli aveva battuto in duello, sia pure non a morte, scuoteva talmente i buoni sentimenti dell'animo suo, da disgustarlo profondamente e destargli amari rimorsi.
Pertanto illuminato dalla grazia del Signore, un bel giorno decise di dare ripudio alla spada e rinunciare per sempre a quella falsa gloria che era stata cagione di gelosie volgari e di sfide ingiustificate da parte dei sui rivali.
Siccome dopo il duello con Canino si era rifugiato secondo alcuni, nel convento dei Cappuccini, per non essere perseguitato dalla Giustizia, memore della pace conventuale che godette in quei giorni, e attratto dal desiderio di espiare i suoi peccati, volle tornarvi per esservi ammesso tra i fratelli laici. Dopo le debite pratiche, svoltesi non senza difficoltà a causa dei suoi precedenti fu accolto dal Provinciale di quel tempo P.Francesco d'Alcamo, e mandato nel convento di noviziato a Caltanissetta.



Aggiornato il 06/giugno/2008 | dinogarofalo@libero.it

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