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Schermitore insuperabile

Cenni sulla vita

Cresciuto negli anni, nonostante esercitasse l'arte del calzolaio, favorito dalla circostanza che i Borgognoni (Soldati spagnoli quivi di presidio),insegnavano a maneggiar le armi alla gioventù maschile, imparò così bene a tirar di scherma, da superare in breve tempo le migliori spade di sicilia.
D'allora cominciò a servirsi della spada per risolvere puntigli, ma soprattutto per impedire i soprusi e le angherie dei soldati stranieri di presidio a Corleone.
Una volta liberò dalle loro provocazioni una giovinetta campagnola, che avevano presa di mira. Una sera li inseguì e strappo dalle loro mani una sposina, da essi rapita lungo il corteo nuziale. Un'altra volta li mise in fuga per la via San Martino, colpendoli alle spalle con piattonate di spada, perchè si erano abituati a svaligiare i poveri mietitori forestieri, che dormivano sulla gradinata della Madrice. Seppe pure tenere in freno alcuni spavaldi che si vantavano di saper menar la spada meglio di lui, tra i quali era un certo cavaliere Beviaceto, che si era recato a Corleone per misurarsi con lui e metterlo fuori combattimento. Ma ne ebbe la peggio, perchè, rimasto ferito e umiliato se ne tornò a Palermo con le trombe nel sacco.
Qualche tempo dopo fu la volta del valente spadaccino Vito Canino, chiamato Commissario. Questi, più presuntuoso del primo, volle anch'egli recarsi a Corleone per sfidarlo e togliergli il vanto di esser temuto come la prima spada di Sicilia. Però la pagò assai cara, perchè Filippo, avendo compreso che si trattava di una partita di onore, gliele suonò belle e gli rovinò irreparabilmente il braccio destro con un colpo di punta.



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