San Bernardo da Corleone


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Religioso cappuccino

Cenni sulla vita

Indossate le serafiche lane il 13 dicembre 1631 e cambiato il nome di Filippo con quello di Fra Bernardo, potè dirsi appagato il suo desiderio di tranquillità e di solitudine. Fin d'allora si diede con animo risoluto ad affrontare le austerità del noviziato per spogliarsi completamente dell'uomo vecchio e incominciare nella religione cappuccina una vita nuova di penitenza e di santità.
La sua totale sottomissione alla volontà dei Superiori e la mortificazione che gli infliggeva il maestro, finirono per domare il suo carattere, rendendolo docile e remissivo, indirizzandolo verso le altezze della preghiera e della contemplazione nei mistici slanci di unione con Dio.
Soffrì molte tentazioni e scoraggiamenti da parte della propria natura e dello spirito maligno, che gli compariva spesso; ma seppe superarli bravamente con la fiducia nel Signore e con le dure penitenze che inflisse al suo corpo, che chiamava fratello asino.
La forma di vita ascetica intrapresa risolutamente nel noviziato che si compendiò e nel trinomio: preghiera, mortificazione, ubbidienza, fu regola costante di tutta la sua carriera religiosa trascorsa nei diversi conventi della Provincia monastica, dove veniva destinato nei cambiamenti capitolari.
E vi si attenne fedelmente sino alla morte con un crescendo eroico, lasciando per ogni dove fulgidi esempi di maschie virtù, che ne fecero un vero seguace del Poverello di Assisi.



Aggiornato il 06/giugno/2008 | dinogarofalo@libero.it

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