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Madre Teresa

I santi

Madre Maria Teresa di Gesù Cortimiglia è uno di quei fiori olezzanti di virtù, che nella metà del secolo scorso e nella prima metà di questo, sparsero il profumo della loro santità nell'Arcidiocesi di Monreale; un dono di Dio alla Chiesa e alla vetusta Archidiocesi Monrealese in particolare, una creatura che Dio ha prediletto, in ordine a noi, avendola prescelta per recare agli uomini un messaggio di perenne attualità.
Biagia, è il nome di battesimo, nacque in Corleone il 7 febbraio 1867, quinto giorno dell'Ottava della Purificazione di Maria e della Presentazione di Gesù al Tempio: la Candelora.
Quante analogie fra questo Mistero e la missione di Madre Teresa in mezzo agli uomini!...
La Vergine Madre aveva tenuto nascosto sotto un velo impenetrabile quanto il Cielo avevaLe rivelato della divinità e della grandezza di Gesù: in questo Mistero Maria appare simile alle più umili figlie d'Israele.
Dio opera nell'anima della piccola Biagia, l'attira fortemente a sé, mentre la fanciulla si chiude in una corazza di silenzio e di raccoglimento e nulla la fa apparire diversa dalle coetanee.
E' troppo lontana Maria dal supporre che Dio lacererà il velo che nasconde le inarrivabili grandezze della Madre e del Figlio Divino. Anche Biagia non prevede davvero svelabile quanto Dio va operando nel segreto della sua anima.
Maria entra, silenziosa, nel Tempio e passa in mezzo ad un popolo ignaro dei privilegi addensati in Lei da Dio. Biagia risale la collina del SS. Salvatore in Corleone, silenziosa, nascondendosi tra la folla, che ignora le predilezioni di Dio per lei.
Al passaggio di Maria e di Gesù il venerando vecchio Simeone si apre un varco fra la folla meravigliata, chiede ed ottiene il divin Pargolo, e con un gesto rapido come il fulmine, commosso Lo accoglie fra le braccia; poi improvvisato veggente, riconosce in quel Bimbo il Salvatore dei Popoli, la Luce del mondo, il Bersaglio della contraddizione.
Sulla collina del SS. Salvatore, fra la folla accorsa per l'inaugurazione di un nuovo istituto assistenziale, come calamita attratta dal suo polo magnetico, la Serva di Dio Madre Maria Rosa Zangara, novella Simeone, s'apre un varco, avvicina Biagia: "Tu sarai mia figlia le dice e da questo momento sei mia; ti chiamerai Suor Teresa, anzi fin d'adesso sei madre Teresa... ". Madre Zangara squarcia quindi il velo sul futuro: Madre Teresa sarà una ostia pura, che dovrà lasciarsi immolare generosamente dall'Eterno Sacerdote Gesù per il trionfo della Chiesa e per la salvezza dell'umanità; sarà luce per tante anime, che per suo mezzo ritroveranno, sinceramente contrite e fiduciose, la via del ritorno a Dio; sarà bersaglio di contraddizione e fra interminabili ed indicibili amarezze darà alla Chiesa il nuovo Istituto delle Suore Francescane di S. Chiara.
Verso la fine della sua vita, Madre Teresa scriverà: "Madre Zangara è stata per me il telefono di Dio: tutto ciò che Ella mi ha predetto, si è avverato a meraviglia".
Maria va al Tempio non già a cercare, ma a portare purificazione a tutto il mondo; Madre Teresa entra fra le Figlie della Misericordia e della Croce e dalla Fondatrice, Madre Maria Rosa Zangara, viene inviata a Salemi, a Castellammare, a S. Caterina Villarmosa, a Montelepre, a Carini, e dovunque urgeva portare purificazione, restaurare la regolare osservanza, restituire il suo vero volto alla vita religiosa, raffinare lo spirito del giovane Istituto, secondo le direttive della Madre Zangara.
La presentazione di Gesù al Tempio e incontro col vecchio Simeone è il mistero inaugurante della missione materna di Maria: mostrare Gesù, dare Gesù, cioè la salvezza alle anime, offrirsi con Gesù al Divin Padre per la salvezza dei peccatori. L'incontro di Biagia con Madre Zangara fu il momento inaugurale della missione a cui la Provvidenza aveva destinato Madre Teresa: vittima ed ostia, s'immolerà generosamente con Gesù sull'ara del sacrificio quotidiano per placare la divina Giustizia ed ottenere misericordia sui peccatori.
In questo mistero Gesù e la Madre Divina insegnano l'obbedienza eroica alla legge di Dio, a seppellire sotto la pietra dell'umiltà tutto ciò che potrebbe destare ammirazione per noi, condannando in tal modo la sciocca tendenza ad agire per apparire, prima di essere, inculcando lo spirito di sacrificio quale autentica prova di amore.
Madre Teresa ha lo stesso messaggio, di perenne attualità, da trasmettere agli uomini: "Sottomissione piena, fatta di spirito di fede, alla santa legge di Dio, oggi più che mai ignorata, trasgredita, disprezzata da tanti, da troppi, con "audacia irriverente e temeraria" (Paolo VI, 30.11.1966); vita di umiltà nel costante impegno ad essere prima di agire; assidua partecipazione ai patimenti di Cristo".
La figura di questa umile, grande figlia della Chiesa e della Arcidiocesi di Monreale, ripeterà agli uomini tutti, con particolare efficacia, il suo Messaggio.


Inizia il Processo di Canonizzazione

La convinta fama di santità che aveva accompagnato, in vita e in morte la Madre Teresa, andò sempre crescendo, grazie anche ad una più approfondita conoscenza della sua spiritualità e delle meraviglie che il Signore aveva operato con abbondanza nella sua umile Serva.
Ne derivò così per le figlie spirituali della Madre Cortimiglia, la esigenza di rivolgersi alla competente Autorità Ecclesiastica, per chiedere l'avvio di un regolare Processo, al fine di accertare la fama di santità e l'esercizio eroico delle virtù della Fondatrice, in vista di una auspicata beatificazione e canonizzazione della Madre.
Il primo passo fu quello compiuto in data 12 dicembre 1959 col conferimento al Rev.mo P Francesco Provenzano del T.O.R. del mandato di Postulatore della Causa. Il 15 maggio 1960 il Postulatore indirizzava all'Arcivescovo Metropolita di Monreale, S.E. Mons. Francesco Carpino, il prescritto "Libello Supplice", chiedendo formalmente Il per la maggior gloria di Dio che continua a manifestarsi ammirabile nei suoi Santi", la introduzione della Causa di Beatificazione e Canonizzazione della Serva di Dio.
Accogliendo l'istanza del Postulatore, il 16 maggio 1060 l'Arcivescovo istituiva il Tribunale per la raccolta delle Testimonianze e, A 19 maggio successivo. nel Palazzo episcopale di Monreale, riceveva il giuramento dei membri dello stesso Tribunale e dichiarava introdotta ufficialmente la Causa.
Il Processo Informativo si concluse nel 1980. Nel corso di 150 Sessioni furono raccolte le testimonianze giurate dei numerosi testimoni, molti dei quali avevano conosciuto personalmente la Serva di Dio.
Il solenne atto di chiusura dell'Inchiesta, celebrato il 10 dicembre 1980, si svolse nella incomparabile cornice del Duomo di Monreale, con la partecipazione di numerosi sacerdoti, religiosi e fedeli convenuti da ogni parte della Sicilia.
Trasmessi a Roma gli "Atti" sigillati della Inchiesta Monregalese, con Rescritto del 23 gennaio 1981 la Congregazione delle Cause dei Santi ne autorizzava l'apertura con un ulteriore Decreto.
Il 24 gennaio 1984 la Causa fu affidata al Relatore Don Francesco Moccia, Pallottino che guidò la redazione della "Positio super virtutibus" nella quale furono raccolte tutte le prove testimoniali e documentarie attestanti l'esercizio eroico di tutte le virtù cristiane da parte della Madre Teresa di Gesù Cortimiglia.
La Positio fu presentata alla Congregazione il 9 novembre 1991. Finalmente il 9 giugno 1998 fu sottoposta al giudizio dei nove Consultori Teologici che, sotto la presidenza del Promotore Centrale della Fede, Mons. Sandro Corradini, si espressero all'unanimità a favore dell'esercizio eroico delle singole virtù praticate dalla Serva di Dio.
Con Decreto del 9 ottobre 1998 la Causa fu affidata all'Arcivescovo Metropolita di Cagliari Mons. Pietro Ottorino Alberti.
Sottoposta al giudizio dei Padri Cardinali e Vescovi questi nella Congregazione Ordinaria del 17 novembre 1998 si espressero anch'essi all'unanimità a favore della eroicità delle virtù praticate dalla Serva di Dio, offrendo così al Santo Padre il loro decisivo contributo perché Egli potesse ordinare la promulgazione dell'atteso Decreto sulla eroicità delle virtù.
L'ultima e più decisiva tappa del lungo cammino, fu quella del 21 dicembre 1998, allorché, nella Sala del Concistoro in Vaticano, alla presenza del Papa, il Segretario della Congregazione delle Cause dei Santi, S.E. Mons. Edward Novak, anche a nome del Prefetto dello stesso Dicastero, S.E. Mons. Josè Saraiva Martíns, promulgava il Decreto attestante l'esercizio eroico di ogni singola virtù da parte della Madre Teresa, conferendole così il titolo di VENERABILE.
Restiamo ora in fervida ed orante attesa del giorno in cui il Santo Padre eleverà Madre Cortimiglia agli onori degli altari, decorandola col titolo luminoso di "Beata".














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