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Altre notizie sulla vita
Tra le città “demaniali” del XVII secolo, con una spiccata tradizioni di fierezza situata in una depressione naturale tra due colli muniti di fortezze, con un ruolo strategico nelle vicende dell'isola, fin dalla dominazione araba che vi ha lasciato vasta impronta. anche sull'assetto architettonico ed urbanistico.
Nel 1600 Corleone contava circa sedicimila abitanti impegnati in una vita cittadina tanto piena di fermenti politici e religiosi da meritarsi il titolo ambizioso di animosa civitas. Lo stemma della città. un leone che squarcia con slancio un cuore. rende ragione dell'aggettivo animosa nella sua ambivalenza semantica di "coraggiosa” e “violenta”.
I corleonesi tennero sempre vivo il senso di una città che voleva sfuggire al ruolo dei paesi dominati.
Tuttavia nel 1618 in un quartiere fuori della città. anche Corleone, come la Lecco dei Promessi Sposi del Manzoni ebbe “l’onore d'alloggiare un comandante, e il vantaggio di possedere una stabile guarnigione di soldati spagnoli, che insegnan la modestia alle fanciulle e alle donne del paese, accarazzevan di tempo in tempo le spalle a qualche marito, a qualche padre; e, sul finir dell'estate, non mancavan mai di spandersi nelle vigne, per diradar l'uve, e alleggerire a' contadini le fatiche della vendemmia".
Nel 1621 tuttavia, Corleone, sborsando l'ingente somma di 7.500 ducati, acquista dallo Stato spagnolo il diritto di mero e misto impero, cioè l'esercizio del potere giudiziario nelle cause civili e criminali. E non era cosa da poco, in tempi in cui la legalità era regolata da grida che come dice il Manzoni servivano ad altro che attestare ampollosamente l'impotenza de' loro tutori; o, se producevan qualche effetto immediato, era principalmente d'aggiungere molte vessazioni a quelle che i pacifici e i deboli già soffrivano da' perturbatori, e d'accrescer le violenze e l'astuzia di questi. L’impunità era organizzata, e aveva radici che le grida non toccavano o non potevano smuovere".
Per ovviare a questi inconvenienti, Corleone aveva il privilegio di avere un corpo di polizia urbana, formato da cittadini, per mantenere l'ordine pubblico giorno e notte e partecipava inoltre, con trentatrè cavalli e centodieci fanti, alla milizia ordinaria del Regno.
Durante il secolo XVII Corleone si arricchisce di un ospedale funzionale e di tutta una serie di luoghi deputati alla carità come monte di pietà, orfanotrofio e alla vita spirituale come una casa di esercizi spirituali per il popolo, conventi e monasteri.
I cappuccini ebbero la loro prima residenza in Corleone nel 1570. Un secondo convento, più vicino all'abitato urbano, fu costruito nel 1643 “ad instanza del popolo della detta città di Corleone".
In varie occasioni Corleone si schierò a fianco di quanti rivendicavano la libertà e i diritti della Sicilia. Anche durante la famosa rivolta, detta dei Vespri siciliani del 1282,Corleone risulta la prima città confederata con Palermo contro gli Angioini ed è a questo titolo che venne chiesta una reliquia di santa Rosalia per la peste del 1625.
La consapevolezza di una storia di onore e dignità che veniva da lontano, avrà certamente influito nel connotare il carattere dei corleonesi con quell'orgoglio, comune del resto a tutti i siciliani, che dava adito a liti interminabili, anche per motivi futili come quello della precedenza o per questioni di "puntiglio" e a cause che arrivavano, per una composizione, alla curia diocesana e a quella civile.