San Bernardo da Corleone


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Carità esimia

Cenni sulla vita

Lo scopo che si prefisse Fra Bernardo sin dal principio della vita religiosa fu quello di assicurarsi la salvezza dell'anima con l'esercizio della carità intensa verso Dio, e lavorare con la maggior efficacia possibile per il bene, soprattutto spirituale, dei suoi simili.
Che abbia fedelmente corrisposto a sì alto fine lo provano le innumerevoli opere di carità da lui compiute, di cui citeremo man mano le principali. Egli che infieriva contro se stesso, con un rigore che si potrebbe chiamare crudeltà, sapeva invece compatire i sofferenti con squisita tenerezza e con carità premurosa.
Mentre era di famiglia a Bivona, una violenta epidemia colpì tutti i religiosi del convento.
Sulle prime rimase incolume lui solo, ed era lieto di servire gli ammalati e di badare a tutto, facendo i servigi anche più umili. Colto anche lui dal morbo, si doleva fortemente che non restasse alcuno per pensare agli ammalati. Mosso da grande fede nel Padre Serafico Francesco, si trascinò in Chiesa, presa da una nicchia ornamentale del tabernacolo la statuetta del Serafico Padre, se la mise nella manica e con fede ingenuamente forte disse: Padre San Francesco, non uscirete di qui se non mi farete star bene, affinché possa dare aiuto agli ammalati, che non vi è nessuno che possa loro preparare un cucchiaio di brodo.
La grazia fu fatta, la febbre scomparve ed egli poté rimettersi al lavoro in cucina e nell'infermeria con stupore di tutti e particolarmente del Dott. Caracciolo, medico curante, che aveva rilevato la gravità pericolosa della sua malattia e che poi depose nel processo quanto narriamo.
Fu pure caritatevole con i secolari, aiutandoli come e quando gli era consentito dalla regola dei Superiori. Ciò fece con particolare interesse con il suo rivale Vito Canino, il quale non avendo più potuto far uso del braccio rovinato nel duello, divenne inabile al lavoro e si ridusse alla miseria. Fra Bernardo, a mezzo di insigni benefattori, gli procurò un sufficiente sussidio per tutta la vita.
La signora Maria Oliveri un giorno gli presentò un bimbo di 8 mesi con la faccia interamente sfigurata da una vasta piaga cancrenosa. Riusciti inutili i tentativi della scienza, non restava altro da fare che ricorrere al Servo di Dio, il quale prese il bimbo tra le braccia e senza mostrare alcun ribrezzo cominciò a lambire con la lingua quel volto nauseante. Al contatto della sua lingua benedetta gli umori cessavano, le pieghe si chiudevano, il gonfiore spariva. Quando la madre riprese il bambino, in quel tenero volto non scorgeva alcun segno del terribile morbo, che lo aveva deformato.
L'atto caritatevole di Fra Bernardo poteva essere più eroico?
A somiglianza del Padre Serafico Francesco la compassione che fra Bernardo sentiva per ogni genere di sofferenza, l'estendeva anche agli animali specialmente a quelli utili all'uomo. In tempi e luoghi dove la povera gente non conosceva l'agiatezza della vita, l'opera sua era quanto mai preziosa, perchè, ridonando la salute ai loro animali, impediva che la miseria signoreggiasse nelle loro case. Qualunque animale gli conducevano, lo faceva girare tre volte intorno alla Croce, sita davanti al convento, mentre recitava il Pater nostre, e lo restituiva perfettamente guarito.



Aggiornato il 06/giugno/2008 | dinogarofalo@libero.it

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