Menu principale:
Livello 6
Non meno, anzi più prodigioso fu il caso che gli accadde fuori dalle mura di Corlione. Correndosi il palio da cavalli vicino al nostro convento, uno di essi il più bizzarro di tutti, uscì dalle mosse con tanta furia, che sbagliata la strada, si spinse per tutta corsa per quella che è sotto la cinta del giardino de’ Padri Riformati, ove era calca di gente bassa, e d’improvviso investito nel petto un misero giovane, gittatolo a terra lo calpestò a maniera, che restatone tutto infranto lo sventurato, né respirava, né se gli vedeva latro segno di vita, che il versare gran copia di sangue dalla bocca, per le orecchie e per le narici. Risaputosi da fra Bernardo il doloroso, e miserabile caso, v’accorse con ogni prontezza; e vedutolo così pesto, ed insanguinato, che dalla miglior parte dei circostanti era tenuto per morto, pregò il padre Guardiano del luogo, con cui era uscito per Corlione, che l’assolvesse. Ma non potendo il padre aver di lui alcun segno di dolore per delle sue colpe, gli diede l’assoluzione condizionata, poi impose a fra Bernardo che gli recitasse sopra qualche orazione. Eseguì subito l’ubbidiente religioso, l’ordine del suo superiore, ed appresso afferrato il piuttosto morto, che , moribondo giovane per i capelli, con voce gli comandò, che di presente si alzasse da terra in virtù del potentissimo nome di Gesù Nazareno. Si levò incontanente del tutto sano, ed abbracciato teneramente il suo caro far Bernardo, lo ringraziò con ogni umile affetto di Carità, che fatta glia aveva: e questi con ambedue le mani stringendogli la testa, gli disse, che andasse a casa e vivesse nel timor di Dio. Si partì egli vigoroso, come se non avesse patito alcun male; onde tutti quelli, ch’erano presenti alzarono le voci, gridando: Miracolo, Miracolo.