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Livello 6
Sotto tale valanga di rimproveri fra Bernardo taceva, perché il ricordo delle colpe passate e la fermezza delle nuove risoluzioni gli suggerivano di rispondere o col silenzio o col ringraziamento francescano: "Sia per l’amore di Dio la vostra carità". Un giorno però la pazienza gli venne meno. Fu un giorno in cui l’incontentabile portiere, sia perché fosse di cattivo umore, sia perché non trovasse di suo gusto la minestra dei poveri, sciolse con arditezza insolita il suo consueto scilinguagnolo di aspre insolenza. Fra Bernardo, affaccendato com’era intorno alle pentole, se ne stava in silenzio, ma questo suo contegno invece di calmare l’insolente portinaio lo esasperò al punto da incitarlo a nuove sfuriate. Con questo modo di agire non si accorgeva fra Bonaventura di mettere a dura prova la virtù del giovane cuoco il quale, a un certo punto, spinto da moto primo finì col reagire energicamente. Smise momentaneamente il lavoro e piantatosi con risolutezza dinanzi a lui, lo fisso negli occhi e in un tono che non ammetteva replica gli disse: "Sappiate che non siete Guardiano e neanche maestro dei novizi. Ormai è da un pezzo che usate con me modi sgarbati… Lasciatemi in pace altrimenti ve ne pentirete". Il povero portinaio, […], riavutosi dalla sorpresa non ebbe più il coraggio di parlare, […], voltò le spalle e si diresse frettolosamente verso la portineria. […]. Ma le anime eroiche non giudicano le loro azioni con la medesima luce con cui giudichiamo le nostre, sicché, appena fra Bonaventura si allontanò dalla cucina, il beato rientrò in sé e pentito del contegno usato verso il confratello cadde in ginocchio e pianse amaramente. Non contento di questo si avvicino al fornello, prese un tizzone ardente e si stropicciò ripetutamente le labbra che raggrinzivano sotto l’azione del fuoco.