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3 Fotostoria

Livello 6

Caltanissetta, […], è situata a 75 km, in linea d’aria da quest’ultima (Corleone). Come è facile supporre, la lunga strada che divide le due città fu percorsa a piedi, in due o tre tappe, […]. Si era di poco allontanato dalla città natia, quando si accorse di avere intorno a sé un grosso mastino color nero, dall’aspetto straordinariamente truce. Questo strano animale, che lo accompagnò ostinatamente sino all’arrivo a Caltanissetta, ringhiava sordamente; or lo mirava con occhi fiammanti or gli si poneva innanzi mostrandogli minacciosamente i denti, quasi per intimidirlo, e non fargli proseguire il viaggio. Credendo che si trattasse di un cane di mandria smarrito nella campagna, ogni qual volta gli si mostrava rabbioso, lo frugava con un calcio o con un gesto della mano. Ma l’animale invece di allontanarsi diventava più feroce a misura che si avvicinava alla meta finale; il suo atteggiamento divenne quasi aggressivo, quando Filippo ebbe raggiunta la croce di legno che sorgeva a pochi metri dal convento. A quell’istante il mastino si fermò repentinamente, e voltandosi verso di lui , con occhi infuocati come carboni accesi, fu sul punto di saltargli addosso. Ma mentre Filippo ne scrutava le mosse, scomparve come un fantasma dinanzi ai suoi occhi. Ormai la meta del suo viaggio era stata raggiunta. Riavutosi dalla strana impressione subita si avvicinò alla porta del convento e suonò la campana. Fu accolto a braccia aperte dal P. Maestro dei novizi […], al quale gli riferì quanto gli era accaduto riguardo al mastino. Il religioso, […], non esitò a riconoscere il carattere diabolico dell’apparizione, manifestando al nuovo arrivato che satana voleva contrastargli la risoluzione assunta infondendo scoraggiamento e paura nell’anima sua.




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